| SE UNA NOTTE D’INVERNO UN SOCCORRITORE |
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Vi proponiamo un esercizio letterario: di seguito è descritta una scena, voi dovete provare ad immaginarne la rappresentazione, a figurarvela insomma nel modo più vivido possibile, COME SE fosse vera. E’ importante che vi pensiate protagonisti del fatto, perché così riuscirete a capire meglio quel che intendiamo dire. Noi ci ritroviamo a fondo pagina per le considerazioni (nel frattempo, se credete, incrociate le dita). E’ la notte di Capodanno e state festeggiando con amici e familiari. Nel pieno dell’euforia, mentre procedete al taglio dello zampone, armati del coltello più affilato del set che zia Rosina vi ha regalato, vi distraete ed affondate la lama sul vostro zampino. E vi tagliate il pollice. Completamente! Voi da una parte, il VOSTRO dito dall’altra.
La situazione è piuttosto grave ma non mortale, è necessario però un
intervento immediato. I bambini piangono, nonna ha vomitato sullo zampone, voi bestemmiate prima di venire meno. Finalmente qualcuno, con voce alterata, grida “presto! ciamiamooo, l’ambulansa!!!” Vostra moglie compone il 118 e dopo una breve attesa, una voce gentile risponde, “siamo spiacenti ma il servizio è garantito solo per i casi urgenti, voi dovete andare all’ospedale con la vostra auto”. Silenzio. “Non avrai capito bene” fa vostro cognato “la Croce Rossa DEVE venire, sono lì apposta! Adesso chiamo io”. Nuova telefonata, stessa risposta, panico, rabbia, incredulità. Una voce si leva al di sopra dei gemiti “chiamiamo la Croce Trasparente, qui del paese, magari ci sono”. Parte la nuova telefonata. La signorina risponde che certo che ci sono, che vengono subito, il tempo di prepararsi. Già, il tempo: ne sembra passato un mucchio, ed anche ora scorre, mentre tutti si affannano senza in realtà fare nulla di utile. Dopo poco arrivano i soccorsi. Come in un incubo vi vedete entrare in casa il vostro meccanico, la segretaria del commercialista e la mamma dell’amichetto di vostro figlio che faceva…cosa cavolo faceva prima di fare la crocetrasparentina?! Boh…fatto è che sono tutti vestiti con la divisa con i catarifrangenti e il cartellino “SOCCORRITORE VOLONTARIO” e fanno un po’ impressione a vederli così, meno male che voi non li vedete, dato che siete ancora a terra privo di sensi. Ci si saluta e si scambiano due parole di scusa per il momento eccetera eccetera, finchè il meccanico con un “cià, veduma”, comunica che è ora di iniziare l’intervento. Si guardano attorno: sangue, vomito e zampone sparsi attorno ad una mezza dozzina di persone smorte, che cercano di convincersi che non serve qualcuno che ne sappia di medicina, anche se non riescono fino in fondo a crederlo. La segretaria – Trasparente - arriva a vedere sangue e vomito poi si sente svenire e decide di chiamare il 118: l’operatrice telefonicamente le dà istruzioni (“non guardare il sangue, respira profondamente, sdraiati con le gambe alzate…va meglio?”) che lei segue con immediato beneficio. Il meccanico – Trasparente – armeggia con la bombola dell’ossigeno, che non userà mai, apprezzandone l’oliatura del rubinetto, e controllando il manometro. La casalinga – Trasparente – si adopera per riassettare: spazzola, scopa e getta via, sposta lo zampone e lo spumante, disinfetta il tavolo, sposta la nonna e sposta i bambini, è l’Attila della Croce Trasparente, dietro di sé non lascia un filo, né d’erba né di nessun’altra sostanza, solo freschezza e pulizia. L’intervento volge al termine, il meccanico lo fa notare con un “anduma”: è ora di caricare il ferito in ambulanza ed andare all’ospedale. Con clangore di barella e portelloni di ambulanza, la comitiva si mette in strada e con sirena e tutto, arriva all’ospedale. Dodici persone, delle quali uno in barella privo di sensi e tre luminescenti come extraterrestri, varcano l’ingresso del Pronto Soccorso, tutti con l’identica espressione sfatta. Il ferito viene portato in ambulatorio, e i SOCCORRITORI TRASPARENTI stanno per andare, quando si affaccia l’infermiera. “Scusate, dov’è il dito?!”. Tutti si voltano verso la casalinga. Lei ripercorre mentalmente: spazzolo, scopo e getto via, sposto lo zampone e lo spumante, disinfetto il tavolo, sposto la nonna e sposto i bambini, sono l’Attila della Croce Trasparente, dietro di me non lascio un filo, né d’erba né di nessun’altra sostanza… cavolo, ho buttato il dito! Scoccherà la mezzanotte per il nuovo anno, anno in cui vi risveglierete con un dito in meno, dato che non avrà potuto essere ritrovato. Auguri!
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Tutto ciò a noi è parso, oltre che assurdo, scandaloso. Loro, i dipendenti, DEVONO (giustamente) essere preparati e non armeggeranno con l’ossigeno mentre voi boccheggiate, in compenso boccheggeranno a fine mese sempre ed alla fine di quest’anno in particolare, non sapendo se ci sarà lo zampone per festeggiare o solo lo zampino da recidersi. Ci auguriamo che coloro che verranno a conoscenza della situazione, attraverso articoli come questo, non si limitino ad indignarsi quando un intervento di soccorso finisce male ma si impegnino a capire anche perché ciò possa accadere. E quando le responsabilità non stiano solamente in capo ai soccorritori, di qualsiasi colore essi siano. La Redazione di Come Se
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