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Qualche mese fa
la redazione si trovò ad interrogarsi sull'esistenza attuale della
"Prova d'Amore", forse avendone nostalgia e comunque non essendo
certi che tale fase fondante del rapporto amoroso avesse ancora un
senso nel XXI secolo. Parlando di “Prova d’Amore” si alludeva, al
tempo in cui i componenti della suddetta Redazione trafficavano
amorosamente, sia al provare, appunto, l’amore nel senso di
scoprirlo, sperimentarlo, saggiarlo, sia allo scambio, al baratto
sentimento contro pegno. Di tal pegno si perse, anche per ragioni
anagrafiche, traccia.
Esistita di certo fino alla metà degli anni ’80, la “prova d’amore”
consisteva in un pegno appunto che la ragazza doveva offrire al suo
amoroso per attestare la corrispondenza del sentimento.
"Dammi la prova d’amore" chiedeva il ragazzo. Poteva consistere in
una foto, in un bacio, addirittura in un fugace toccamento. Le
ragazze più carine, che avevano molti pretendenti e più di un
fidanzatino, possedevano mazzetti di fotografie formato tessera,
scattate nelle apposite baracchette, solitamente site accanto alle
stazioni ferroviarie.
Naturalmente, nel corso degli anni fino ad arrivare suppergiù al
1985, le “prove” richieste si sono fatte sempre più audaci. E
proprio allora, quando quasi tutto si sarebbe potuto chiedere, i
componenti della Redazione si trovarono ad essere troppo invecchiati
sia per dare che per pretendere qualsivoglia prova.
Si pensò di appellarsi allora ai lettori, soprattutto giovani, per
sapere se ancora la prova esistesse. Abbiamo ricevuto questi
contributi che volentieri pubblichiamo, in attesa di altri che
possono essere inviati scrivendo
qui
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