E' NATALE UN'ALTRA VOLTA

di P.
 

E’ natale un’altra volta.

Sono tornata da scuola l’altro pomeriggio e alla porta era appesa una specie di corona di aghi di pino, tutta di sghimbescio, che non era attaccata bene e si vedeva pure sotto il pezzo di scotch. Perfino dentro casa ci sono alcuni pezzi di nastro colorato e dorato, che mia madre non si è data pena di liberare dalla polvere e di appendere con un minimo di senso estetico, ammesso che si possa fare. Sembrano  resti di una festa, corpi spolpati, abbandonati privi dello spirito vitale.

Per avere sensazione della tangibilità della casa ho dovuto ritirarmi in camera mia.

Ho acceso il pc, ho acceso una siga, ho acceso la tv eppure il ritmo non partiva. Sentivo lo scroscio del natale.

“La ziadele ha detto che ti da i soldi, che ormai sei grande e lei non sa cosa si regala ai giovani”. La voce di mai madre ha trapassato tutti i media.

“Mh”. Ho trovato le letterine che portavo da scuola alle elementari. Era natale allora?

“La ziaadeleee ha dettooo che ti da i soldiiii!”. Mi da i soldi da quando avevo otto anni, ha solo dodici anni più di me, prima la scusa era che sotto natale non si trova parcheggio, cosa vuole che dica?!

“Va beneee!”. Visto?  Non è vero che non c’è dialogo tra madre e figlia.

“Vengono al pomeriggiooo, con lo zio Aldooo, tu ci sei verooo?!”. Chissà forse è stufa anche lei e cerca conforto. Gli zii vengono ogni anno al pomeriggio, che poi sono le due, quando siamo ancora a tavola e spiluccano due, tre dodici mila cose, prendendole dai piatti di portata, girellando attorno “no no state comodi che noi abbiamo già mangiato, siamo venuti per portare i regali ai piccoli e poi andiamo” e ‘sti regali non li tirano mai fuori, prendono prima il caffè e poi l’amaro e poi lo zio Aldooo si abbiocca sul divano, la ziadele lo chiama per darci “le buste”, che pare di essere al gioco a premi, una a me, una a mio fratello, che non le apriamo ma diciamo “graziezianondovevidisturbarti” “nessundisturbo, aldoooandiamo”.

E anche quest’anno dove vuoi che sia alle due del pomeriggio?!

“Si, ci sonooo”

Accendo un’altra siga, devo incartare il regalo di Michela. Le ho preso un orologio che è bellissimo! Non si capisce l’ora ma sul polso è una ficata. E’ uno degli ultimi regali sinceri, credo. Boh. Questa atmosfera di natale mi fa freddo nelle ossa, più della prof di matematica.

Andremo alla messa di mezzanotte, anche perché dopo ci facciamo un paio di vin-brulè e se va bene qualche storia buona e bella, in ordine con il natale. Questo disco del Liga mi piace da matti.

Vorrei andare via e piantare qui il natale e questi stupidi piccoli adulti che non sanno niente di come sto e di cosa vorrei, questi poveri che si sono infilati negli imbuti dei supermercati per comprarmi dei regali assurdi, correndo su e giù sudati e imbavagliati nelle sciarpe e con il cervello vuoto di ciò che dico, di quel che leggo e che ascolto. Me li hanno dati prima alcuni regali chesenontipiacelocambiano.

Resti talmente male che come la trovi la forza di cambiarlo?

Boh

P. 23 dicembre 2005

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