Il tempo delle Pere  

 

 

Lo scontro di civiltà, vero o presunto, è ormai argomento all’ordine del giorno non solo per intellettuali, filosofi e politici, ma anche per ampi strati della società.
La sensazione di lenta infiltrazione di una cultura diversa, apportatrice di comportamenti, simboli e identità personale vissuta come estranea si è trasformata nella certezza, per larghe parti della società occidentale, di essere ormai assediata, di avere il “nemico alle porte”, anzi, il cavallo di Troia dentro casa.
In un precipitare di avvenimenti, campeggiano sui giornali titoli di manifestazioni antioccidentali fra le masse islamiche, boicottaggi, minacce, attentati e devastazioni di consolati e quant’altro.

In questo clima, torna in auge il celodurismo della Lega attraverso le gesta dell’ex ministro Calderoli, giudicate dall’opposizione e da parte della maggioranza come provocatoriamente pericolose per il paese nel suo complesso. Questi però non demorde, e la Lega si appresta a cavalcare l’onda di tali sentimenti viscerali in vista delle prossime elezioni. Per l’occasione, anche quel partito si dichiara strenuo difensore del cattolicesimo: paiono aver abbandonato i riti celtici e il dio Po che, evidentemente, non si presta a miracoli elettorali.


 


 
 

Mentre infuria la polemica per le ingerenze, vere o presunte a seconda del punto di vista, della gerarchia cattolica nella vita politica italiana, si assiste ad una corsa a ricevere l’agognata investitura religiosa che, ancora oggi, sembra il viatico migliore per governare il paese. In mezzo allo sfascio della costituzione, dello smantellamento dell’apparato della  giustizia, la crisi dell’economia, lo sfaldarsi delle regole di civile convivenza nel paese, si assiste allo sgomitare per dichiarare pubblicamente la propria fede. I più fortunati hanno avuto udienza dal Papa ma, in Italia, uno solo può affermare di essere amico personale del Pontefice: il Presidente del Senato, on. Marcello Pera.
Oramai inaugurato da tempo uno stravolgimento totale delle posizioni anche accesamente laiche di un tempo, tanto che alcuni commentatori hanno pensato ad una sorta di sdoppiamento di personalità, l’Onorevole ha ottenuto udienza (per l’occasione coperta da immagini televisive, un tempo evitate in periodo pre-elettorale), scambiandosi con il Santo Padre i volumi di cui sono rispettivamente autori. Nella prefazione di uno, autore l'on. Pera, pare siano citati i nomi di alcuni esponenti avversatori della corrente neo-con di cui il Pera è elemento di spicco. Una variante delle liste di proscrizione?

E nessuno di questi che ami il prossimo come sé stesso, o che porga l’altra guancia.
Mah...

 

 
 

Vera De Riva
 

 
 

marzo 2006

 

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