Come Se fosse una storia inventata  
 

hippyes e psichedelia, da dove siamo partiti

 
 

 - parte prima -

 
 

 Simona Conca                              

 

 

 

 Ci fu un tempo in cui il desiderio di cambiamento dei giovani occidentali medio borghesi e le loro spinte ribelli, parvero irrompere sulla scena dal nulla. Gli stessi sentimenti che decine di generazioni adolescenti in precedenza avevano vissuto, erano improvvisamente messi sotto i riflettori e cercavano una via maestra da percorrere, continuando a rimanere ben illuminati.
La ribellione cercava una strada, un’altura su cui salire per poter osservare se stessa.

Se questo fosse l’inizio di una storia inventata, sarebbe normale che l’autore avesse pensato a come proseguire e già intravedesse la fine.
Ma questa non è una storia inventata.
E’ una storia così vera, che i dati sotto riportati stanno nell’enciclopedia
[1].
Eppure i protagonisti di questa storia non lo sanno ma qualcuno sta scrivendo loro il copione e come un autore già intravede la fine.















Città crudeli - Rcs, 2006

 
 

Il cosmo non bastò più. Bisognava entrare in sé stessi, aprire le porte della mente, guardare il mondo dentro, scorrazzando per quello fuori e, possibilmente, rincasare per cena. Gli animatori dei villaggi psichedelici esposero le loro mercanzie, venghino signori, venghino!
Negli States il cinema era abituato a riprodurre la realtà “come sarebbe diventata” giusto qualche mese prima di quando si desiderava che tutto avvenisse. Una perfetta metafora o, se vogliamo, un grosso inganno: si credeva di emulare chi già avesse intrapreso una via ed invece nulla si era se non mutanti in celluloide.
I ragazzi, come quelli di ogni tempo, volevano un parco giochi, volevano che fosse loro, che fosse sempre aperto a cani e bambini, che si potesse farci l’amore sull’erba a tutte le ore. I maschi volevano fare in fretta, che i più intelligenti subodoravano la durata limitata dell’amore libero: appena le donne si fossero accorte della noia mortale di stare ammucchiati in posizioni ridicole, avrebbero cominciato a mettere le dita a rombo nei cortei.
Ma intanto, e siamo agli anni ’60, bisognava dargli questo parco giochi.
I professionisti del settore rividero i piani regolatori: territori del mondo, possibilmente lontani, come l’Oriente (“aumenta la tiratura di Siddharta, Joe!”) ma soprattutto strade per i territori della coscienza o di quel che ne rimaneva.

 

 
 

Leggermente prima che si vuole che accada.
I protagonisti di questa storia non lo sanno ma il loro copione è quasi terminato, il parco quasi pronto.
Mancano tre cose: la musica, che incatenerà l’anima facendole credere che la sta liberando, il biglietto di viaggio e una guida.

BEATLES, PINK FLOYD, KURT COBAIN, ERIC CLAPTON, JHON COLTRANE, JIMI HENDRIX, JIM MORRISON, JULIAN COPE e JANIS JOPLIN, solo per dirne alcuni, riempiono di musica la vita ed accompagnano ogni viaggio, loro e altrui.
JIMI HENDRIX, JANIS JOPLIN, JIM MORRISON, JOHN BONHAM (Led Zeppelin), KEITH MOON (Who), MAMA CASH (Mama’s and Papa’s), BRIAN JONES (Rolling Stones) muoiono di questa musica o di questi viaggi o di entrambi. Ma non subito. Subito questa musica rende fratelli.

I protagonisti di questa storia non lo sanno ma il loro copione è terminato, il parco pronto.
C’è la musica, che incatenerà l’anima facendole credere che la sta liberando, e ci sono anche il biglietto di viaggio e la guida.

 

 
 

Il biglietto di viaggio è un quadratino di carta assorbente. E’ intriso di LSD.
L’LSD fu scoperto nel 1938 dal chimico svizzero Albert Hofmann ed è basato sull'acido lisergico, che si trova nell'ergot, un fungo parassita della segale cornuta.
Le sue proprietà allucinogene, non vennero però riconosciute fino al 1943 quando Hofmann ingerì casualmente pochi microgrammi della sostanza rimasti sulle sue dita.
Questa esperienza lo condusse a testare personalmente gli effetti psicoattivi dell'LSD (da lui chiamato LSD-25 perché proveniente dal campione numero 25). Alla Sandoz (ora Novartis), l’azienda farmaceutica svizzera, producono l’LSD dal 1947, con il nome di Delysid, farmaco psichiatrico per il comportamento criminale e le devianze sessuali (!) ma il mercato è contenuto, troppo circoscritto rispetto alle potenzialità economiche della sostanza.
Occorre diffondere il mercato, e si può fare in più modi: fornirlo gratuitamente agli scienziati interessati a sperimentarlo (cosa che la Sandoz fa fino al 1966), fornirlo ai servizi segreti per  sperimentarne le potenzialità come sostanza per gli interrogatori, il controllo mentale e l'ingegneria sociale (cosa che la Sandoz fa in vari paesi: si ritiene che la CIA abbia condotto estese ricerche a questo proposito) ed infine trovare testimonial.

 
 

Non è difficile in generale e qui è ancora più facile: c’è anche il guru. E’ Timothy Leary.
E’ psicologo ad Harvard, nel 1963 ha provato i funghi magici messicani e l’LSD ma soprattutto ha una intuizione: occorre che le sostanze enteogene siano disgiunte dall’ambito strettamente medico.
Inizia le sperimentazioni insieme ad Alpert ed ad altri studenti. Leary e Alpert vennero licenziati da Harvard nel 1963. I loro colleghi furono turbati dalla natura delle loro ricerche e dei genitori molto influenti si lamentarono presso l'amministrazione dell'università riguardo alla distribuzione degli allucinogeni. Non ancora scoraggiati, i due si trasferirono presso una grossa villa di New York chiamata Millbrook per continuare i loro esperimenti.
In seguito, Leary scrisse: "Ci consideriamo come degli antropologi del ventunesimo secolo che abitano in una capsula temporale situata negli oscuri anni '60. Su questa colonia spaziale, stiamo cercando di creare un nuovo paganesimo e una nuova dedizione alla vita quale arte."
Nonostante tutto, Albert Hofmann, lo scopritore della LSD, non era affatto d'accordo con l'idea di Leary di promuovere indiscriminatamente l'utilizzo della LSD, preferendo invece un approccio molto più ponderato ed attento. Si stima che, dalla sua scoperta, fino 1970, la LSD sia stata utilizzata da quasi due milioni di americani.
Leary viene trovato in possesso di marijuana (probabilmente della figlia) e condannato a 30 anni (la pena più severa mai vista), viene incarcerato ma evade dopo nove mesi. Si rintana in Europa fino all’amnistia. Intanto però ha teorizzato e diffuso la politica dell’estasi e si è posto all’origine della freak generation.

 
 

Nel 1967 l'uso e la produzione di LSD per scopi sia personali che scientifici venne bandito negli Stati Uniti e successivamente nella maggior parte dei paesi del mondo. La produzione e la commercializzazione di questa sostanza continuò comunque clandestinamente alimentando il mercato nero delle sostanze stupefacenti. Dal 1970, come scrive Lasch, “i prodotti terapeutici circolano come in un grande supermercato”[2].

I protagonisti di questa storia non lo sanno ma la storia è quasi terminata, il parco quasi recintato.
Non ci sono più la musica, che incatenò l’anima facendole credere che la sta liberando, il biglietto di viaggio e la guida.
I protagonisti di questa storia non lo sanno ma il disegno si sta compiendo, almeno una parte di esso, quella tesa ad aumentare i consumi ed a creare nuovi bisogni.

 

 
 

Obiettivi, percorsi e motivazioni della “vita psichedelica” divengono sempre più confusi ed inaccessibili ai più, che pure ne fanno parte.
Teste, code e frange dei cortei, si mischiano e con essi i desideri di “liberazione dal sistema”, di “autocoscientizzazione”ed “autorealizzazione”, di pacifismo e soppressione dei regimi autoritari, di sperimentazione artistica…
Nel supermercato i kit per l’equilibrio psicofisico sono pronti ma occorre ancora un passaggio, un rivolgimento, senza che appaia qual è ovvero una contraddizione: la controcultura professa la vita comunitaria e tribalistica mentre lo “psiconautismo” necessita di un certo intimismo, di una attenzione esclusiva a sé e tende ad obiettivi narcisistici.
Le due strade, che paiono parallele, hanno un unico modo per convergere: la professione del consumo illimitato di prodotti cerebrali (emozioni, sensazioni…), condivisi perché disponibili nello stesso momento per più persone ma pur sempre individuali. In altri termini le basi del capitalismo post-borghese.

 
     
febbraio 06

(continua…)

 
 

 

[1] Cfr. Wikipedia -. L’enciclopedia libera. Nota dell’autore: i dati riportati sono pubblicati in qualsiasi enciclopedia specifica per vari settori.

[2] Lasch, “La cultura del narcisismo”, Milano, Bompiani, 1981
 

home

come se

collaboratori

tracce

contatti