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Ci fu un tempo in
cui il desiderio di cambiamento dei giovani occidentali medio
borghesi e le loro spinte ribelli, parvero irrompere sulla scena dal
nulla. Gli stessi sentimenti che decine di generazioni adolescenti
in precedenza avevano vissuto, erano improvvisamente messi sotto i
riflettori e cercavano una via maestra da percorrere, continuando a
rimanere ben illuminati.
La ribellione cercava una strada, un’altura su cui salire per poter
osservare se stessa.
Se questo fosse l’inizio di una
storia inventata, sarebbe normale che l’autore avesse pensato a come
proseguire e già intravedesse la fine.
Ma questa non è una storia inventata.
E’ una storia così vera, che i dati sotto riportati stanno
nell’enciclopedia.
Eppure i protagonisti di questa storia non lo sanno ma qualcuno sta
scrivendo loro il copione e come un autore già intravede la fine. |

Città crudeli - Rcs,
2006 |
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Il cosmo non bastò più. Bisognava entrare in sé
stessi, aprire le porte della mente, guardare il mondo dentro,
scorrazzando per quello fuori e, possibilmente, rincasare per cena.
Gli animatori dei villaggi psichedelici esposero le loro mercanzie,
venghino signori, venghino!
Negli States il cinema era abituato a riprodurre la realtà “come
sarebbe diventata” giusto qualche mese prima di quando si desiderava
che tutto avvenisse. Una perfetta metafora o, se vogliamo, un grosso
inganno: si credeva di emulare chi già avesse intrapreso una via ed
invece nulla si era se non mutanti in celluloide.
I ragazzi, come quelli di ogni tempo, volevano un parco giochi,
volevano che fosse loro, che fosse sempre aperto a cani e bambini,
che si potesse farci l’amore sull’erba a tutte le ore. I maschi
volevano fare in fretta, che i più intelligenti subodoravano la
durata limitata dell’amore libero: appena le donne si fossero
accorte della noia mortale di stare ammucchiati in posizioni
ridicole, avrebbero cominciato a mettere le dita a rombo nei cortei.
Ma intanto, e siamo agli anni ’60, bisognava dargli questo parco
giochi.
I professionisti del settore rividero i piani regolatori: territori
del mondo, possibilmente lontani, come l’Oriente (“aumenta la
tiratura di Siddharta, Joe!”) ma soprattutto strade per i territori
della coscienza o di quel che ne rimaneva.
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Leggermente prima
che si vuole che accada.
I protagonisti di questa storia non lo sanno ma il loro copione è
quasi terminato, il parco quasi pronto.
Mancano tre cose: la musica, che incatenerà l’anima facendole
credere che la sta liberando, il biglietto di viaggio e una guida.
BEATLES,
PINK FLOYD, KURT COBAIN, ERIC CLAPTON, JHON COLTRANE, JIMI HENDRIX,
JIM MORRISON, JULIAN COPE e JANIS JOPLIN, solo per dirne alcuni,
riempiono di musica la vita ed accompagnano ogni viaggio, loro e
altrui.
JIMI HENDRIX, JANIS JOPLIN, JIM MORRISON, JOHN BONHAM (Led
Zeppelin), KEITH MOON (Who), MAMA CASH (Mama’s and Papa’s), BRIAN
JONES (Rolling Stones) muoiono di questa musica o di questi viaggi o
di entrambi. Ma non subito. Subito questa musica rende fratelli.
I
protagonisti di questa storia non lo sanno ma il loro copione è
terminato, il parco pronto.
C’è la musica, che incatenerà l’anima facendole credere che la sta
liberando, e ci sono anche il biglietto di viaggio e la guida.
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Il biglietto di viaggio è
un quadratino di carta assorbente. E’ intriso di LSD.
L’LSD fu scoperto nel 1938 dal chimico svizzero Albert Hofmann ed è basato
sull'acido lisergico, che si trova nell'ergot, un fungo parassita della segale
cornuta.
Le sue proprietà allucinogene, non vennero però riconosciute fino al 1943 quando
Hofmann ingerì casualmente pochi microgrammi della sostanza rimasti sulle sue
dita.
Questa esperienza lo condusse a testare personalmente gli effetti psicoattivi
dell'LSD (da lui chiamato LSD-25 perché proveniente dal campione numero 25).
Alla Sandoz (ora Novartis), l’azienda farmaceutica svizzera, producono l’LSD dal
1947, con il nome di Delysid, farmaco psichiatrico per il comportamento
criminale e le devianze sessuali (!) ma il mercato è contenuto, troppo
circoscritto rispetto alle potenzialità economiche della sostanza.
Occorre diffondere il mercato, e si può fare in più modi: fornirlo gratuitamente
agli scienziati interessati a sperimentarlo (cosa che la Sandoz fa fino al
1966), fornirlo ai servizi segreti per sperimentarne le potenzialità come
sostanza per gli interrogatori, il controllo mentale e l'ingegneria sociale
(cosa che la Sandoz fa in vari paesi: si ritiene che la CIA abbia condotto
estese ricerche a questo proposito) ed infine trovare testimonial.
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Non è difficile in generale e qui è ancora più facile: c’è
anche il guru. E’ Timothy Leary.
E’ psicologo ad Harvard, nel 1963 ha provato i funghi magici messicani e l’LSD
ma soprattutto ha una intuizione: occorre che le sostanze enteogene siano
disgiunte dall’ambito strettamente medico.
Inizia le sperimentazioni insieme ad Alpert ed ad altri studenti. Leary e Alpert
vennero licenziati da Harvard nel 1963. I loro colleghi furono turbati dalla
natura delle loro ricerche e dei genitori molto influenti si lamentarono presso
l'amministrazione dell'università riguardo alla distribuzione degli
allucinogeni. Non ancora scoraggiati, i due si trasferirono presso una grossa
villa di New York chiamata Millbrook per continuare i loro esperimenti.
In seguito, Leary scrisse: "Ci consideriamo come degli antropologi del
ventunesimo secolo che abitano in una capsula temporale situata negli oscuri
anni '60. Su questa colonia spaziale, stiamo cercando di creare un nuovo
paganesimo e una nuova dedizione alla vita quale arte."
Nonostante tutto, Albert Hofmann, lo scopritore della LSD, non era affatto
d'accordo con l'idea di Leary di promuovere indiscriminatamente l'utilizzo della
LSD, preferendo invece un approccio molto più ponderato ed attento. Si stima
che, dalla sua scoperta, fino 1970, la LSD sia stata utilizzata da quasi due
milioni di americani.
Leary viene trovato in possesso di marijuana (probabilmente della figlia) e
condannato a 30 anni (la pena più severa mai vista), viene incarcerato ma evade
dopo nove mesi. Si rintana in Europa fino all’amnistia. Intanto però ha
teorizzato e diffuso la politica dell’estasi e si è posto all’origine della
freak generation.
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Nel 1967 l'uso e la produzione di LSD per scopi sia personali
che scientifici venne bandito negli Stati Uniti e successivamente nella maggior
parte dei paesi del mondo. La produzione e la commercializzazione di questa
sostanza continuò comunque clandestinamente alimentando il mercato nero delle
sostanze stupefacenti. Dal 1970, come scrive Lasch,
“i prodotti terapeutici
circolano come in un grande supermercato”.
I protagonisti di questa
storia non lo sanno ma la storia è quasi terminata, il parco quasi
recintato.
Non ci sono più la musica, che incatenò l’anima facendole credere che la sta
liberando, il biglietto di viaggio e la guida.
I protagonisti di questa storia non lo sanno ma il disegno si sta compiendo,
almeno una parte di esso, quella tesa ad aumentare i consumi ed a creare
nuovi bisogni.
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Obiettivi, percorsi e
motivazioni della “vita psichedelica” divengono sempre più confusi ed
inaccessibili ai più, che pure ne fanno parte.
Teste, code e frange dei cortei, si mischiano e con essi i desideri di
“liberazione dal sistema”, di “autocoscientizzazione”ed “autorealizzazione”, di
pacifismo e soppressione dei regimi autoritari, di sperimentazione artistica…
Nel supermercato i kit per l’equilibrio psicofisico sono pronti ma occorre
ancora un passaggio, un rivolgimento, senza che appaia qual è ovvero una
contraddizione: la controcultura professa la vita comunitaria e tribalistica
mentre lo “psiconautismo” necessita di un certo intimismo, di una attenzione
esclusiva a sé e tende ad obiettivi narcisistici.
Le due strade, che paiono parallele, hanno un unico modo per convergere: la
professione del consumo illimitato di prodotti cerebrali (emozioni,
sensazioni…), condivisi perché disponibili nello stesso momento per più persone
ma pur sempre individuali. In altri termini le basi del capitalismo
post-borghese. |
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febbraio 06 |
(continua…) |
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