Come  se
Contro (tutte?) le dettature
 

E c’è stata la prima Festa della Libertà, proclamata dalla Casa delle Libertà, nell’anniversario della caduta del muro di Berlino.
Il manifesto è stato (ovviamente) criticato da più parti, intanto per la sua bruttezza, poi per gli errori e le omissioni: Bin Laden non è un dittatore, casomai un terrorista. Ne mancano inoltre di celebri, da Tito a Francisco Franco, da Pinochet a Ceaucescu e via via. L'elenco potrebbe essere lungo.

L’assenza più vistosa, però, per noi italiani, è senz’altro quella di Benito Mussolini. In fondo, a pensarci bene, è l’unica dittatura che l’Italia abbia conosciuto, alla faccia dello spauracchio del comunismo continuamente agitato dal Presidente del Consiglio. Gli eredi di quel partito siedono al governo e a più riprese, nel corso di questi anni, si sono succedute dichiarazioni tese a sminuire la gravità dei fatti accaduti durante quel periodo storico, e per rivalutare l’operato del duce. In questa direzione si inscrivono anche le recentissime dichiarazioni del Presidente del consiglio rilasciate in una intervista al settimanale inglese “The Spectator”: «Giudico positivo un intervento che ha posto termine ad una dittatura - aggiunge Berlusconi sull'argomento - e che può essere paradigmatico per tutta la regione. Capisco la difficoltà di insegnare la democrazia ad un popolo che per quasi quarant'anni ha conosciuto solo la dittatura e non conosce altro sistema che la dittatura...». «Come l'Italia...», interviene Nicholas Farrell, uno dei due cronisti inglesi che ha condotto l'intervista. Berlusconi: «Lasciamo stare, era una dittatura molto più...». «Benevolente», dice Nicholas Farrell, «o benigna», traduce l'interprete del presidente del Consiglio. Riprende Berlusconi: «Sì, Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino». Aggiungono i giornalisti inglesi: «In posti che adesso sono luoghi di vacanze esclusivi».
Mah, viene da dire che forse è meglio non andare in ferie e rimanere a casa.

E lo spauracchio del comunismo è stato agitato freneticamente durante la convention della Festa delle Libertà sial da Berlusconi che dai suoi più fidati collaboratori, entusiasticamente applaudito dalla platea: pare che Baget Bozzo abbia definito la "discesa in campo” del cavaliere "un evento spirituale”, ispirato direttamente “dallo spirito santo”, insomma ancora un "uomo della Provvidenza''. E attacca i giudici di "mani pulite'' sostenendo testualmente che “il fascismo è meno odioso della burocrazia togata che ha usato la violenza al posto della giustizia”, e che i nomi di Di Pietro, Borrelli, Colombo, Boccassini, saranno "figure da ricordare con orrore”.
"Agli inizi degli anni Novanta - dice Berlusconi  - proprio quando ovunque nel mondo l'ideologia e la pratica comunista venivano sepolte sotto il peso delle decine di milioni di morti e delle immani sofferenze inferte a miliardi (!) di persone, nel nostro Paese gli eredi diretti del comunismo, gli ex-post-neo comunisti, tentarono di realizzare il loro disegno di sempre: conquistare il potere non attraverso libere elezioni, non attraverso l'acquisizione del libero consenso dei cittadini, ma attraverso l'eliminazione per via giudiziaria degli avversari: una attitudine malsana che purtroppo fa parte del loro Dna.
Dieci anni fa, in Italia, i comunisti erano comunisti. Erano comunisti di fatto e di simbolo: di falce e di martello. Oggi hanno fatto un lifting, hanno cercato di camuffarsi ma il lifting non è riuscito".
E poi, oltre ad enumerare i successi del suo governo, ha promesso (minacciato) che festeggeranno molti altri decennali.
Come si diceva tempo fa, c’è da avere paura. C'è da sperare che la ministra dell'Istruzione, signora Moratti, stili un programma didattico di recupero. Speciale, dedicato a loro, con sostegno se c'è bisogno.

  CONTRO (QUASI TUTTE) LE DETTATURE

A parte quelli del Card. Ruini, si ritengono illegittimi e fuorvianti dettati e diktat della sinistra che pensa ancora che discendiamo da un qualche batterio, che quei mollaccioni omossessuali greci possano essere un bell'esempio per la nostra gioventù e che l'inglese si possa imparare a scuola anziché con dei bei viaggi studio all'estero.

Basta asini sbeffeggiati alla scuola pubblica, basta muli alla berlina! Scuole private! Per chi ha il diritto di riservare il proprio posto in prima fila nella società.

Per gli altri rispolveriamo le belle tradizioni di seguire le orme paterne: sei figlio di precario? E' colpa mia?

Nota della redazione di Come se
 
Quest'anno, alcune scuole italiane hanno adottato l'antologia italiana “Spazio lettura” di Paola Campagnoli, ed. Il capitello. Scheda sul poeta Umberto Saba. C'è scritto “nato da madre ebrea e padre ariano”!

 

                                                Vera de Riva

14 novembre 2005

 

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