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La Redazione |
COME SE ED IL TEMPO BAMBINO |
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Come Se ha compiuto due anni.
Nasceva infatti il due maggio del lontano 2004. Com’è suo costume l’ha fatto silenziosamente, quasi in sordina e noi redattori, che di compleanni ci immischiamo poco, ce ne siamo accorti solo ora. Non per disinteresse certo, che l’affetto per questa creatura c’era e perdura, quanto per una particolare visione del tempo. C’era un “prima che nascesse Come Se”, in cui le parole e le immagini popolavano la fantasia dei redattori, gli schermi dei loro computer, i loro album di fotografie ed i racconti di famiglia e c’è un “adesso che c’è Come Se” in cui questi pensieri prendono corpo e, quasi indipendentemente dalla volontà degli umani, si incontrano in questa Casa Comune e diventano altro, specchio del mondo, della Storia ma soprattutto diventano un modo diverso di leggere le nostre storie piccole, quelle di cui altrimenti rimarrebbero per lo più le rime slabbrate delle fotografie. Come Se ha compiuto due anni e noi non ce ne siamo accorti subito, forse perchè questo spazio ha un tempo proprio, che a volte si misura in ore, a volte in giorni, a volte in mesi. Ogni parola e prima ancora ogni pensiero, vivono un tempo antico e carnale dentro la vita di ciascuno di noi, prima di diventare pixel lampeggiante e di essere di nuovo rapite da occhi sconosciuti, prima di essere ripensati e tornare sorrisi, lacrime, saliva e moccio al naso e batticuore, quali erano stati.
Come Se è una casa sudamericana, con l’immenso patio di frescura ombrosa, dove quando arrivi dalla luce accecante del pomeriggio, con la bocca arsa e le scarpe impolverate, ti puoi sedere a sorseggiare un bicchiere di fresco ed a guardare il tempo, immobile come i geki sul muro.
Come Se è una insenatura tra due montagne, dove il mare viene a schiumare e dove ti puoi sedere e piangere, perchè sai che non potrai mai conoscerle tutte le insenature del mondo e dovrai accontentarti di credere che quell’angolo, dove tu sei, sia uguale a tutti gli altri che non vedrai.
Come Se è il tempo contratto di una battuta, che è tua e solo tua e che puoi accarezzare con dolcezza o sfrangere come cristallo, le cui schegge impazzite riverbereranno per sempre quel momento.
Come Se è il pomeriggio stoppioso e noioso delle cicale, al quale i bambini corrono incontro e che i vecchi chiudono fuori da case bianche con i muri spessi.
Come Se è il tempo di avere ancora due anni, di schizzi di acqua salata da ridere con i denti nuovi, di passi incerti quando tutto il corpo cammina e non solo le gambe, di angurie e fragole a colare sul mento e sulle mani piccole, dove la linea della vita e quella della fortuna si disegnano di polvere e sudore e si incrociano sempre, nel dedalo delle strade che verranno. Il tempo bambino di credere che quel che si vede c’è e che quel che possiamo pensare ci sarà. |
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maggio 2006