Casa e Chiesa

 
 


E anche questa estate è finita.
Cavolo.
Bipolari per sempre, si diceva qualche mese fa. In questi giorni, invece, si è temuto (e sotto sotto lo si teme ancora), che una sorta di colpo di mano ci precipitasse indietro di dieci anni, come alcuni giornali hanno titolato.
Infatti, ad un certo punto, si è aperto un furibondo dibattito su un eventuale ritorno al sistema elettorale proporzionale. I maligni dicono che il provvedimento sarebbe stato pensato quando, sondaggi alla mano, la Casa delle Libertà avrebbe constatato con orrore i punti di distacco dagli avversari politici. Ad oggi, il pericolo pare evitato proprio grazie alla conflittualità accesasi subito all’interno della coalizione di governo che, ormai separata in casa su tutto meno che sull’attaccamento alle poltrone, si è impegnata in un corpo a corpo pieno di colpi proibiti.

 
  Lo fanno? Non lo fanno? Ce la faranno? Non si sa. Ogni giorno ciascuno dice una cosa diversa da quella del giorno prima, in una sorta di balletto che ingenera lo stordimento in chi prova a seguire la vicenda. L'opposizione intanto promette ostruzionismo duro e puro.  
 

Più le diatribe interne, che non il disaccordo dell’opposizione, pare  allontanare l’ipotesi. Di fatti, che volete mai che importi se i rappresentanti di poco meno della metà degli elettori (secondo l’ultima consultazione) non siano d’accordo? In fondo, numerosi altri provvedimenti importanti sono stati presi in barba alla condivisione di cambiamenti importanti dell’assetto giuridico e costituzionale del Bel Paese che, come al solito, pare tramortito e inebetito e ormai si accende e si smuove soltanto per tutto ciò che concerne il calcio, con grottesche barricate e grida scomposte per la serie A.
Intanto, nella Casa si fa un falò delle libertà rimaste tanto che, in questo periodo, più che la Casa, sembra “Il condominio” di J. Ballard e, più che dal bipolarismo, sembrano in preda ad un dissociamento psicotico.

 
 

Forse il pericolo è scampato anche grazie alla solita, elegante presa di posizione  della Lega che, per bocca del suo leader, dalle sponde del Po, dopo aver riempito l’ampolla (quella di vetro, non quella rettale) ha sentenziato che la maggioranza vincerà anche senza bisogno di trucchi-trucchetti. Speriamo che il dio Po ci miracoli tutti, a cominciare da lui che, tramite i suoi portavoce, fa conoscere al pubblico il programma elettorale della Lega: Dio, finanza e famiglia, contro i "culattoni" e i pedofili di Bruxelles.
E l’opposizione? Anche da quella parte le occasioni per accapigliarsi non mancano, e l’ultimo argomento a disposizione in ordine di tempo è appunto quello dei Pacs, con Rutelli impegnato a farsi interprete e portavoce dei rappresentanti del Vaticano. Meno male che, almeno loro, rimangono coerenti a se stessi e continuano a prendere parte attivamente alla vita politica italiana. Quelli che denunciavano il partito delle toghe, mai parlano di quello delle tonache. Strenui difensori della sacralità della famiglia e del focolare domestico (la Casa, appunto), non si pongono mai il problema delle vittime, ustionate da quel focolare.

 
 

Vera De Riva
 

 
 

 
 

Casa e Chiesa - RCs 9-05

 
     

 

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