25 aprile 2006                       la Redazione


L'anniversario del 25 aprile.
La Liberazione.
Fino a qualche anno fa eravamo certi del significato di queste parole. Si "andava alla Manifestazione", non occorreva dire altro.
In questi ultimi anni invece le parole ci suonavano strane, come "da spiegare", come se avessero perso di incisività. Gli anniversari sono cose che hanno a che fare con il ricordare, il ricordare con il fermarsi, il fermarsi con il perdere l'attimo che fugge. E di questi tempi non ne passano tanti di attimi da cogliere...
Quest'anno poi eravamo quasi timorosi, come se solo pensare di cantare Bella Ciao a voce troppo alta, potesse in qualche modo tradire quell'impercettibile voglia di alzare la testa che, inutile negare, aveva cominciato a pervaderci.
Ma siamo andati. Per noi, per i nostri figli, per i nostri nonni. Chi non ha passato non avrà futuro, ci siamo detti. Siamo andati. Siamo andati nella piena tradizione della voglia di stare in piazza, di esserci, di toccarci, di annusarci, di scandire parole, di ascoltarne. Abbiamo riso, cantato, guardato, fotografato, assaporato e pensato.
Abbiamo visto cose vecchie e nuove. Alcune cose non le abbiamo viste ma ce le ha raccontate il giorno dopo il giornale e sapete? abbiamo constatato una volta di più che bisognava esserci ALTRIMENTI AVREMMO CREDUTO ANCHE NOI CHE E' STATA UNA FESTA INTOLLERANTE, DOVE SONO ACCADUTI SOLTANTO FATTI GRAVI...
Quale è la percentuale fisiologica di imbecilli in una qualsiasi frazione della società? La risposta non è "dipende da quale frazione" (se mai avreste voluto rispondere così). Gli imbecilli sono equamente distribuiti. Quanti saranno? In un gruppo di amici di 20 persone non ce ne sono un paio? Nei posti di lavoro, nelle giunte comunali, nei gruppi parlamentari, e parliamo di qualche decina di persone, non ci sono tre o quattro testoline? Facciamo un 5 per cento e stiamo molto ma molto cauti. Allora su decine di migliaia di persone, trovarne solo il cinque per mille non era già una specie di miracolo?!
Come Se condanna, ci mancherebbe altro, qualsiasi forma di intolleranza e stupidità ma anche chi vuol cavalcare queste ultime e uniche onde per surfeggiare un altro po'. Vi restituiamo invece le immagini di una festa che è stata pulita, densa di emozioni e di speranze, come vorremmo diventasse questo cammino.

 

 A PROPOSITO DI PICCOLI MIRACOLI...
Un ringraziamento speciale all'on. Tremaglia perchè, secondo questi manifestanti, la sua battaglia per il voto ai nostri connazionali è servita

 
 

KuntaKinte e FiorediZucca hanno preparato questo striscione. Sotto, un abbraccio beneaugurante.

 
 

Giovani, giovani e giovani. Il ragazzo che si sporge dal camion fa tornare alla memoria quelli immortalati dagli scatti nel 1945.

 
 

...e gente anziana, che sembra possa dire "io c'ero", e oggi dice "mai più"

 

 
 

Una parte di corteo solenne e composta porta i cartelli con i nomi dei campi di concentramento e dei luoghi degli eccidi compiuti durante il nazifascismo.

 
 

Ora e sempre...

 
 

Sguardi di donne...

 
 

...e di uomini

 
 

Uno striscione enorme, che tante mani portavano e facevano ondeggiare come il mare. Un mare di speranza.

 

 

 

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