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L'anniversario del 25
aprile.
La Liberazione.
Fino a qualche anno fa eravamo certi del significato di queste
parole. Si "andava alla Manifestazione", non occorreva dire altro.
In questi ultimi anni invece le parole ci suonavano strane, come "da
spiegare", come se avessero perso di incisività. Gli anniversari
sono cose che hanno a che fare con il ricordare, il ricordare con il
fermarsi, il fermarsi con il perdere l'attimo che fugge. E di questi
tempi non ne passano tanti di attimi da cogliere...
Quest'anno poi eravamo quasi timorosi, come se solo pensare di
cantare Bella Ciao a voce troppo alta, potesse in qualche
modo tradire quell'impercettibile voglia di alzare la testa che,
inutile negare, aveva cominciato a pervaderci.
Ma siamo andati. Per noi, per i nostri figli, per i nostri nonni.
Chi non ha passato non avrà futuro, ci siamo detti. Siamo andati.
Siamo andati nella piena tradizione della voglia di stare in piazza,
di esserci, di toccarci, di annusarci, di scandire parole, di
ascoltarne. Abbiamo riso, cantato, guardato, fotografato, assaporato
e pensato.
Abbiamo visto cose vecchie e nuove. Alcune cose non le abbiamo viste
ma ce le ha raccontate il giorno dopo il giornale e sapete? abbiamo
constatato una volta di più che bisognava esserci ALTRIMENTI AVREMMO
CREDUTO ANCHE NOI CHE E' STATA UNA FESTA INTOLLERANTE, DOVE SONO
ACCADUTI SOLTANTO FATTI GRAVI...
Quale è la percentuale fisiologica di imbecilli in una qualsiasi
frazione della società? La risposta non è "dipende da quale
frazione" (se mai avreste voluto rispondere così). Gli imbecilli
sono equamente distribuiti. Quanti saranno? In un gruppo di amici di
20 persone non ce ne sono un paio? Nei posti di lavoro, nelle giunte
comunali, nei gruppi parlamentari, e parliamo di qualche decina di
persone, non ci sono tre o quattro testoline? Facciamo un 5 per
cento e stiamo molto ma molto cauti. Allora su decine di migliaia di
persone, trovarne solo il cinque per mille non era già una specie di
miracolo?!
Come Se condanna, ci mancherebbe altro, qualsiasi forma di
intolleranza e stupidità ma anche chi vuol cavalcare queste ultime e
uniche onde per surfeggiare un altro po'. Vi restituiamo invece le
immagini di una festa che è stata pulita, densa di emozioni e di
speranze, come vorremmo diventasse questo cammino.
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