Come se

 

 
  valori validi  
   

 

Si diceva qualche tempo fa dei valori, che per alcune parti politiche sono diventati vessillo, facendo l’esempio di quanto accaduto durante le elezioni americane, e il più modesto paragone con le vicende di casa nostra.
Si è già scritto e detto tanto che Bush ha vinto le recenti elezioni perché, sollecitando “la pancia” della nazione, ha saputo mobilitare la tradizionale istanza etica del suo paese, che si è schierata per il principio della vita, della normalità, del diritto naturale, della famiglia, della religione, affrontando il conflitto con chi appariva difensore di devianze…”.
Quello che accade negli Stati Uniti interessa perché, in qualche modo, si riverbera dalle parti nostre per imitazione, per contrapposizione o per trasformazione nel tempo.
Interessa anche, diciamolo per sgomberare il campo da inutili equivoci, perchè sento quella cultura senz’altro più vicina rispetto a quelle altre che si collocano nel campo attualmente contrapposto, e le critiche indirizzate vogliono essere costruttive (per noi), piuttosto che irridenti.
Perciò, rimango basita nel leggere su alcuni dei nostri quotidiani quanto emerge da uno studio condotto dal senatore democratico Henry Waxman, reso pubblico negli Stati Uniti nello scorso agosto: secondo il rapporto Politic and Science in the Bush Administration ci sono state censure di siti web, manipolazioni di ricerche, distorsioni dei rapporti di enti, comunicazioni errate al pubblico.

 
 

“Una pressione, quella dell'amministrazione americana, contro cui nei scorsi mesi si è levata la voce della comunità scientifica, attraverso gli editoriali di riviste autorevoli come le inglesi Nature e Lancet , e l'americana Science. Tra le accuse di Waxman spicca quella di aver influito sul vertice dell' Intergovernmental Panel on Climate Change, l'ente che studia il cambiamento climatico. L'amministrazione americana, su pressione della ExxonMobil, avrebbe fatto fallire la ricandidatura di Robert Watson alla presidenza del prestigioso istituto. Lo scienziato era colpevole di sostenere l'origine umana del riscaldamento del globo.
L'amministrazione Bush avrebbe anche sottostimato l'impatto ambientale dello sfruttamento petrolifero nei parchi naturali dell'Alaska, e ignorato i problemi nel parco di Yellowstone, sostenendo invece la possibilità, inesistente, di un legame tra cancro al seno e aborto”, si riporta su Diario.
 

 
 

 
   
   
   
 

L'ONANISMO E' PECCATO O REATO?
collage di Sara Sardiello - peccato o reato? -

 

 
 

Sotto accusa anche i corsi di educazione sessuale, sponsorizzati dal Governo Federale a suon di milioni di dollari, che per la maggior parte sono “fuorvianti, falsi e distorti”. Sui manuali adottati sono riportati come  “dati scientifici” superstizioni e tabù oscurantisti che “appartengono a un’altra era”. Fra le imprecisioni più sorprendenti, si trova quella che “un feto di 43 giorni è una persona pensante”, che “l’AIDS può essere trasmesso attraverso il sudore e le lacrime”, che “la gravidanza può arrivare anche solo da un contatto degli organi sessuali”, e che l’uso del profilattico per fermare il virus HIV sarebbe inefficace nel 31% dei casi, si sostiene nei testi per promuovere l’astinenza.
Milioni di ragazzi dai 9 ai 18 anni hanno già partecipato a questi programmi federali, da quando sono stati istituiti nel ’99. Ma per gli addetti ai lavori la strategia dell’amministrazione in materia di sesso e minori  è contraddetta dalle statistiche. Uno studio della Columbia University dice che l’88% dei minori che hanno fatto voto di castità finisce per fare sesso prima del matrimonio.
Inoltre, ai ragazzi viene detto, per esempio, che "le donne che hanno avuto un aborto hanno maggiore tendenza al suicidio" e che il 10 per cento diventa sterile.
Su alcuni testi adottati, infine, sono definiti dati scientifici nozioni sui bisogni dell’uomo e della donna: “l’ammirazione e la gratificazione sessuale” per i maschi, mentre “il supporto finanziario” sarebbe una innata esigenza femminile.

Qualsiasi commento è superfluo.
Si può solo sperare che questa inclinazione a forgiare la conoscenza a piacimento di chi detiene il potere non prenda piede anche da noi, anche se purtroppo qualche piccolo (!) segnale in questo senso c’è già stato.
E, a proposito dei valori di cui la destra, ubiquitariamente, si proclama paladina, perché non vi è compreso anche il comandamento che raccomanda “non dire il falso”?
Non so.
 

 
 

Vera de Riva

 
     

febbraio
05

     
     
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