Come se    
 

Stati Modificati di Coscienza
 

 
 

parte terza

 
 

Silvia Solari

 

 
 

 

Stati mistici

 

 
 

Gli stati mistici possono essere stimolati da diversi dispositivi induttori e tecniche che favoriscono lo spostamento della coscienza dal punto in cui si trova abitualmente nello stato ordinario, ad un'altra posizione.
Qui, per chiarezza d'esposizione, si farà riferimento principalmente alla meditazione quale tecnica emblematica per le sue caratteristiche di interculturalità e storicità, nell'induzione degli stati mistici di coscienza.
Già la parole meditazione, infatti, è stata utilizzata per designare una così grande varietà di pratiche che risulta di per sé difficile darne una definizione unificata.
Claudio Narajo (1971), traccia un profilo di caratteristiche che accomunano le discipline meditative: concentrazione su una sola cosa, ad esempio sulla propria respirazione; la libera disponibilità senza giudizio al fluire degli eventi, in particolar modo dell'attività psichica; il distacco da ciò che si osserva fluire.
Alcune discipline meditative rifiutano la visualizzazione e le immagini prodotte dalla mente, altre, come il Tantra Tibetano, le ritengono elementi importanti; altre ancora utilizzano in funzione di supporto, forme visuali come i Mandala, oppure musicali; mentre altre esigono l'annullamento completo dell'attività sensoriale. Alcune prevedono l'immobilità del corpo,  altre mettono in campo l'azione (Mantra), la gestualità (Mudra), la marcia ed altre attività.
Nella meditazione la posizione assunta riveste un ruolo fondamentale a livelli differenti, pensiamo ad esempio alla classica postura dove il soggetto siede a gambe incrociate e testa, collo e colonna vertebrale devono essere allineati e diritti: dal punto di vista puramente tecnico è interessante notare come venga richiesta una quantità minima ma significativa di sforzo muscolare, come nell'induzione dell'ipnosi. Questa posizione confortevole consente da un lato il rallentamento dell'attività cinestesica, tuttavia la tensione muscolare richiesta consente al soggetto di non cadere addormentato. Dal punto di vista della modificazione di  coscienza, l'annullamento del corpo, perseguito con il persistere in una posizione immobile, tende a ridurre il senso dell'identità, a destabilizzare lo stato di coscienza ordinario liberando energia che va ad investirsi nella trance.
Dal punto di vista energetico, infine, la postura verticale della testa, del collo e della spina dorsale è importante in tutte le discipline che ritengono che un potenziale umano latente, la forza della Kundalini, sia immagazzinato alla base della spina dorsale e possa risalire attivando con il suo risveglio i Chakras, ovvero i centri focali dell'energia psichica.

 
 
 

La meditazione concentrativa insegna a fissare l'attenzione su un oggetto esterno oppure su una qualche sensazione interna, emblematico il caso della respirazione, utile strumento per aumentare il proprio livello di concentrazione rendendosi infine immuni dalle distrazioni sia esterne che mentali. L'obiettivo è infatti raggiungere uno stato dove il flusso dei pensieri sia interrotto e si persista in una condizione di silenzio interiore. Quando il dialogo è finalmente interrotto, si raggiunge una piena e profonda consapevolezza di tutto ciò che avviene. Il meditante diventa un osservatore cosciente di ciò che a lui giunge, senza implicarsi ovvero senza intervenire nel flusso degli eventi, senza giudicare, senza  pensare; semplicemente, egli è in grado di osservare il flusso scorrere comprendendo ogni singolo dettaglio ma senza implicazioni ed interferenze, e di conseguenza senza investire nel processo le proprie dinamiche emotive, relazionali o mentali.
Queste, in sintesi, le caratteristiche dello stato di modificazione prodotto attraverso la pratica della meditazione, che consente quindi l'ingresso ad un livello di consapevolezza molto profondo circa se stessi e la sperimentazione di nuove modalità percettive e di comprensione.
Grazie alla meditazione, è possibile spingersi oltre gli stadi descritti raggiungendo, attraverso una pratica intensa e continuativa, stati contemplativi ed estatici, esperienze di fusione con il tutto, di percezione dell'infinito e del divino. La pratica meditativa di tipo estatico e contemplativo, trasversalmente a culture molto distanti, è infatti presente in tutte le grandi religioni e discipline spirituali.

 
 

 

Induzione psichedelica degli SM

 

 

Si parla di induzione psichedelica facendo riferimento a quegli stati modificati di coscienza ottenuti tramite l'assunzione di sostanze contenenti un principio attivo capace di agire sulla psiche di un individuo, producendo appunto una modificazione dello stato ordinario.
Molte sono state, e continuano ad essere, le polemiche attorno alla sperimentazione di sostanze psico-attive in merito allo studio di stati profondi di coscienza.
 

 

 
 


 

 
  Realtà ordinaria e realtà molteplici, il punto d'unione  
 

 

Tutti gli SMC, indipendentemente dal fatto che si caratterizzino come spontanei oppure indotti, hanno in comune uno spostamento della coscienza dal punto in cui si trova abitualmente in quello che consideriamo lo stato ordinario, ad un'altra posizione.
Carlos Castaneda chiama questo punto, che solitamente negli occidentali è irrigidito dall'abitudine a dare per scontata un'unica realtà possibile, punto d'unione.
Secondo Castaneda lo spostamento del punto d'unione rappresenta una questione di centrale importanza nei processi di conoscenza e percezione dell'essere umano.
Infatti, dipendentemente dalla posizione in cui si trova il nostro punto d'unione in un determinato momento, saremmo portati a percepire la realtà che ci circonda in un modo piuttosto che in un altro. Risulta chiaro, seguendo questa concezione, come la presunzione tutta occidentale di ritenere lo SOC l'unico stato possibile, abbia causato un irrigidimento della posizione del punto d'unione con conseguenti ridotte possibilità di accedere a stati percettivi differenti.
E' necessario quindi che il punto d'unione venga sbloccato ed i suoi spostamenti resi più fluidi. E' questo che, in altri termini, accade quando la coscienza di un soggetto viene stimolata da uno dei dispositivi induttori di cui si è parlato.
Tramite l'induzione ipnotica o l'assunzione di sostanze psicoattive, è possibile provocare un temporaneo spostamento del punto d'unione.
Se da un lato queste stimolazioni sono artificiosamente create, tuttavia forniscono al soggetto la possibilità di iniziare a sperimentare, percepire e conoscersi all'interno di sistemi interpretativi e percettivi completamente diversi da quello ordinario.
Attraverso una pratica più assidua di discipline specifiche quali la meditazione, la respirazione circolare ed altre discipline in movimento, è possibile rendere gradualmente meno rigida la posizione del punto d'unione, cosicché saranno sufficienti stimolazioni di entità sempre minore per provocare uno spostamento del soggetto da uno stato di coscienza all'altro.
Il soggetto potrà infine essere in grado di accedere egli stesso a tali livelli conoscitivi e percettivi senza che si renda necessaria alcuna stimolazione esterna.
In questo percorso il soggetto è portato ad una conoscenza via via più approfondita di sé stesso, delle proprie dinamiche di funzionamento, delle potenzialità individuali anche in campo percettivo; ciò gli consente di riappropriarsi gradualmente del proprio percorso di conoscenza diventando egli stesso regista del proprio "viaggio" alla scoperta di sé stesso e delle molteplici realtà possibili.
L'approccio di Castaneda fornisce, a mio parere, uno spunto di pensiero fondamentale per quanto riguarda il campo terapeutico, sanitario ed educativo perchè, così come il dispositivo induttore, anche l'educatore, il terapeuta, lo sciamano abbiano un ruolo temporaneo nei confronti del soggetto che necessita un sostegno, favorendo le condizioni perchè possa accedere ad esperienze differenti (quindi in grado, ad esempio, di introdurre elementi di novità all'interno di uno schema comportamentale o psicologico ormai irrigidito), ed abbia la possibilità di percepire in un modo del tutto nuovo sé stesso e la realtà circostante, il rapporto con le persone o con la causa del proprio disagio, riappropriandosi egli stesso degli strumenti per proseguire il proprio cambiamento o mantenere quello raggiunto anche in assenza degli stimoli del terapeuta stesso.

 

 
 


 

 
   
 

parte prima

parte seconda

 
 

 

 

ottobre 2004

 

 

 

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