come se    

AIP

(Allievo Infermiere Professionale)
 


Quotidiano 1

“Voglio fare l’infermiere”.

“Ma se scrivi così bene!”

“Che c’entra ora che scrivo bene? Perché gli infermieri sono analfabeti?”

“No, no ma avevo pensato che ti saresti iscritto, che so, a lettere, giurisprudenza…fai almeno medicina! L’infermiere. Dove scriverai, sui pappagalli?”

“Sapevo che non avresti capito…”

“Capisco benissimo. Capisco che dovrò mantenerti ancora due…”

“Tre.”

“…Tre! anni, per vederti insoddisfatto e stanco, sfottuto…”

“Sei il primo a sfottermi! Chi ti dice che sarò insoddisfatto? Voglio davvero fare l’infermiere, papà, occuparmi delle persone, della loro salute, accudirle…”

“Ma…sei gay???”

 

 

Quotidiano 2

“Voglio fare l’infermiere”

“Io invece andrò all’Università. Laurea in Medicina e Chirurgia”

“Anch’io andrò all’Università. Laurea in Scienze Infermieristiche”

“Bene, bene, almeno in campo lavorativo potrò essere tuo superiore!”

“Non sarai mio superiore, Gabriella.”

“Si che lo sarò e sarà divertente vedere un maschio che mi ubbidisce!”

“Non sarai mio superiore, saremo come colleghi”

“Ma che colleghi e colleghi! Mi farai anche il caffè”

“Non essere sciocca, Gabriella”

“Non essere sciocco tu, lavapadelle!”

 

 

 

Quotidiano 3

“Io faccio l’infermiere”

“Ma da quando? Hai lasciato l’Università? E come mai l’infermiere?”

“Dopo le superiori mi sono iscritto a Scienze infermieristiche, mi sono diplomato quattro anni fa”

“Ah! E…com’è con le infermiere di notte. Eh? Eh?…Dai racconta!”

“Com’è cosa?”

“Non fare il finto tonto…Te la danno?”

“Ma che dici!”

“Non me lo vuoi dire perché sei furbo o perché sei gay?”.

 

 

 

Quotidiano 4

“Spero Le sia stato di conforto parlare…”

“Si, La ringrazio infinitamente. Le Sue parole mi hanno dato forza e speranza, mi sembra perfino di sentirmi meglio…e pensare che volevo un semplice antidolorifico!”

“Parlare a volte è meglio di una medicina”

“Grazie. Ora mi farebbe la cortesia di dire all’infermiere se può venire?”

“Dica a me signora”

“Veramente mi serve la padella, se può chiamarmi l’infermiere…”

“Io sono un infermiere signora”

“Come, Lei non è medico? Parla così bene…”

 




 

 

  Flavio Ruggieri

novembre 2004

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