Come se    
 

 

 
 

Fra le lettere che abbiamo ricevuto questa, che non voleva essere un racconto, ci è piaciuta e abbiamo deciso di pubblicarla comunque.
                                                                     La redazione

 

 
 

 
 

 

 
 

Come se,
tra poco cominciano le vacanze di Natale ed io sono abbastanza triste. Alcuni miei compagni andranno in montagna a sciare con i genitori ed a scuola ne parlano già, citano marche di sci e tute e scarponi, parlano di alberghi e di serate passate a cantare attorno al fuoco del caminetto.
Io rientro da scuola alle tre e a volte già sento l’odore del minestrone, sui vetri colano gocce grosse di condensa, le tende sono ingiallite, il tavolo graffiato, le sedie storte, in cucina fa caldo, in stanza freddo e non si può stare.
La TV è sempre accesa, così non si sente il silenzio che c’è.
Quando torno da scuola sono stanca.
Com’è andata? Bene
Esci? Si
A che ora torni? Non so
Alle sette c’è pronto. Si
Sono andata nel bagno con un mio amico e lui mi ha toccato il seno, era tutto rosso in faccia. L’ha detto a tutti e sul muro sotto scuola qualcuno ha scritto “P… troia”. Forse è vero perché mi è piaciuto.
Mi sento povera. A fine dicembre compio 16 anni. Volevo dire queste cose. Senza essere interrotta.

Ciao, P.

 

 
     
     

dicembre   2004