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Come se,
tra poco cominciano le vacanze di Natale ed io sono abbastanza triste.
Alcuni miei compagni andranno in montagna a sciare con i genitori ed a
scuola ne parlano già, citano marche di sci e tute e scarponi, parlano di
alberghi e di serate passate a cantare attorno al fuoco del caminetto.
Io rientro da scuola alle tre e a volte già sento l’odore del minestrone, sui vetri
colano gocce grosse di condensa, le tende sono ingiallite, il tavolo
graffiato, le sedie storte, in cucina fa caldo, in stanza freddo e non si
può stare.
La TV è sempre
accesa, così non si sente il silenzio che c’è.
Quando torno da
scuola sono stanca.
Com’è andata? Bene
Esci? Si
A che ora torni? Non so
Alle sette c’è pronto. Si
Sono andata nel bagno con un mio amico e lui mi ha toccato il seno, era
tutto rosso in faccia. L’ha detto a tutti e sul muro sotto scuola qualcuno
ha scritto “P… troia”. Forse è vero perché mi è piaciuto.
Mi sento povera. A fine dicembre compio 16 anni. Volevo dire queste cose.
Senza essere interrotta.
Ciao, P.
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