Come se

 

 

 

Il vecchio

Marilucia di Martino

Era buio, quando un vecchio sognai
di spalle, seduto su una sedia impagliata,
dinanzi ad un lungo tavolo spoglio, di legno scuro.
Tutto intorno nessun colore,
il vuoto,
come se null’altro esistesse,
tranne un’essenza di mandorle amare.

Mai mi mostrò il suo volto.

 


 


 

La sua pelle era bruna,
la camicia bianca con maniche rimboccate su per i gomiti
si intonava alla corona di capelli poco sopra la nuca,
bretelle e pantaloni
di color marrone
coprivano le gambe piegate.

Mai mi mostrò il suo volto.
.

Poggiò sopra il tavolo un orologio
(cinturino nero, cassa e ghiera rotonda
color argento con quadrante bianco).
Dallo a chi conosci furono le sue pacate parole
Più volte feci il medesimo sogno e

Mai mi mostrò il suo volto.

 
 
 

Era giorno quando presi coraggio e parlai, raccontai alla persona conosciuta,
ma a breve ci fu un rifiuto,
un distacco.
Il vecchio a me si ripresentò ma

Mai mi mostrò il suo volto.

 

Impaurita per una sua eventuale reazione contraria gli restituì l’orologio
poggiandolo timidamente sopra l’oscuro tavolo spoglio,
e lui parlò
Non è ancora tempo, non ha inteso, tienilo tu, attendi.
Fece per girarsi
ed io mi svegliai
con l’angoscia di chi aspetta.

Mai mi mostrò il suo volto.

Né tornò da me che ancora aspetto la calma che quel vecchio mi infondeva.

 
 

 



ottobre 2004

 

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