Così è, se vi pare

(due)

   
         
   

                                                                                                               

 di Vera de Riva

   
         
   

Soltanto la morte del Pontefice è riuscita ad interrompere i tratti di patetico teatrino che talvolta assume la politica italiana, specie perchè pare di vivere perennemente in clima pre-elettorale, e figuriamoci quando lo siamo davvero.

   
   

E comunque, dopo la tragedia, anche la doccia fredda del risultato elettorale ha contribuito a riportare un poco di moderazione all'interno del dibattito politico fra le parti contrapposte.

   
   

Non però (e si capisce) all'interno della maggioranza.
Dopo l'immediato -e comprensibile- disorientamento, è cominciata al suo interno la riflessione sulle possibili cause di quella che può essere chiamata disfatta.
Per la prima volta è stata messa in discussione dagli alleati la leadership del Presidente Berlusconi, ipotizzando un calo del suo carisma e capacità di attrazione. Si è insinuato il dubbio che certi modi prepotenti, parole d'ordine rozze, il continuo sollecitare paure e derive liberticide ad opera dell'opposizione possa non pagare più.
Si è detto anche che il programma fino ad ora attuato non sia stato efficace: bisogna tornare a considerare bisogni e problemi della gente, tutelare il potere d'acquisto degli stipendi, promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno .... come a dire che si è sbagliato tutto! Va beh!

E meno male, comunque, perchè per mesi e mesi e mesi ci era stato detto che non era vero che il costo della vita era aumentato a dismisura, quantomeno in rapporto agli stipendi, e che le cose parevano andare di male in peggio!


"Vagon lit"

   
   

Se non altro, possiamo riprendere a non dubitare di noi stessi, e per questo ringraziamo.

"Ci vuole un segno di discontinuità", si sente ripetere nella maggioranza. Quale, ancora non hanno deciso.
Speriamo bene.
 

   
   

Un valzer di ministri? No, non è sufficiente, ha risposto una parte piccola della Casa delle Libertà (una stanzetta, insomma). Un rinnovamento del programma? Si, ma scritto nero su bianco, e concreto, non come il famoso e in gran parte inattuato Patto con gli Italiani televisivo. Volete l'istituzione di un nuovo Ministero o due? Magari quello per il mezzogiorno? Non basta a riequilibrare l'Asse del Nord (Forza Italia più Lega), e poi il tempo è troppo poco perchè riesca, questo novello Ministero, a quagliare qualcosa. E che, non vorranno per caso mettere in discussione addirittura il Presidente del Consiglio?!
"Ma che vogliono da me?" pare abbia tuonato il Presidente del Consiglio, "io ho un patrimonio personale di milioni di Euro! Se me ne vado gli mando una cartolina dalle Bahamas!".
Solo ai suoi alleati, o a tutti gli italiani?, mi viene da chiedere. Mah.
 

   
   

Si è arrivati finalmente alla conclamazione dello stato di crisi della maggioranza, formalizzata finalmente davanti al Capo dello Stato, rispettando (finché esistono) le norme previste dalla Costituzione (purtroppo, il Presidente non ha potuto ottenere il record di riuscire a portare a termine l'intera legislatura senza interruzione alcuna).
Si formerà una nuova compagine ministeriale (è già iniziato il toto-ministri), e si appronterà il nuovo programma per portare al termine la legislatura.
In questi giorni ancora il mistero non si è però risolto perchè, oltre a fare concretamente qualcosa, bisogna tener d'occhio la scadenza elettorale del prossimo anno.

Perciò, potrebbe incombere su di noi una lunga campagna elettorale. Intanto il Presidente, riavutosi, pare orientato a raccogliere il consiglio dei suoi sondaggisti: basare tale campagna non sulle tasse ma, ancora, sulla sinistra.
Sembra infatti che gli abbiano suggerito una parola d'ordine del tipo "si sono presi sedici regioni, non diamogli pure lo Stato", per una nuova offensiva in chiave anticomunista. Rassicurare gli elettori e ribadire che il centrosinistra porterebbe il paese al disastro.
Inoltre, pare che il Presidente abbia capito che giornali e televisioni non bastano più, dato che i poteri forti stanno da un'altra parte, e che bisogna tornare nelle strade, sul territorio, a "battere casa per casa".

Insomma, bisogna stare attenti a chi bussa alla porta.

   
   

 

L'immagine "Vagon lit", è di Simona Conca, 2004 per RCS

   
   

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