Così è, se vi pare

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 di Vera de Riva

   
         
   

“Così è, se vi pare”, sembra abbia commentato l’on. Gianfranco Fini apprendendo che la lista dell’on. Alessandra Mussolini era stata riammessa, con una istanza, alla competizione politica nel Lazio del prossimo aprile 2005.
Accadono fatti che assurgono agli onori della cronaca prepotentemente, per giorni titolano le pagine dei giornali e poi sembrano scomparire, inghiottiti e sovrastati da altri fatti ancora.
Restano nella memoria? Siamo in grado di interpretarli secondo l’importanza che hanno, di valutarne la sostanza e le conseguenze, anche quando queste non sono immediate? Non so.

   
   

Il Presidente Berlusconi annuncia al paese che l’avvento delle “sinistre” al potere porterebbe nel paese terrore e morte, dimentico di 50 anni di storia democratica e del fatto che gli eredi dell’unico partito che davvero ha portato morte, distruzione e dittatura in Italia ora siedono al governo accanto a lui (grazie alla democrazia).
 

   
   

Il rapimento della Sgrena in Iraq, la lunga prigionia e poi la drammatica liberazione, durante la quale ha perso la vita l’agente del Sismi Calipari.  Le notizie su aspetti oscuri dello scontro a fuoco al posto di blocco americano, la richiesta a gran voce di una indagine vera, che possibilmente non si concluda sotto il titolo di “spiacevole incidente”.
L’annuncio del Presidente Berlusconi alla trasmissione televisiva  “Porta a porta” del ritiro delle truppe italiane dall’Iraq a settembre, e poi la smentita dopo le conversazioni telefoniche con Bush e Blair.
L’affare delle firme false per la presentazione della lista dell’On. Mussolini in Lazio, controfirmate da funzionari dell’Ulivo (“Soccorso rosso”, l’hanno chiamato prontamente gli esponenti di Alleanza Nazionale).
Il digiuno della Mussolini. La scoperta che gli archivi dell’anagrafe erano stati violati da un’agenzia informatica collegata a Storace. Le denunce e le controdenunce. Il ricorso respinto, il ricorso approvato. Battute al vetriolo fra esponenti della maggioranza e dell’opposizione. “Così è, se vi pare”, sembra abbia appunto commentato l’on. Gianfranco Fini, al suo serafico commento hanno fatto da contraltare le reazioni all’eccesso, invece, delle due parti che più volte erano arrivate allo scontro verbale, Storace da una parte e la Mussolini dall’altra.


"Vagon lit"

   
   

Lo scoop de “L’Unità” (ben diverso dal nostro, tutt'altro che scherzoso quello)  che "rivelava" che il padre di Storace aveva partecipato alle uccisioni delle Fosse Ardeatine, peccato che allora avesse soltanto 12 anni.
L’annuncio delle dimissioni del ministro Calderoli se le riforme chieste dalla Lega non sarebbero state approvate.
L’approvazione al Parlamento (accogliendo l'ultimatum della Lega) di importanti e sostanziali variazioni alla Costituzione, portate avanti in tutta fretta e senza dare spazio all’opposizione e alla consistente parte di italiani rappresentati da quella parte politica, cambiando l’assetto della nostra Repubblica nel quasi totale silenzio e disinteresse dell’opinione pubblica. “Così è”, per l’appunto. Ritiro delle dimissioni, ovviamente.
L’avanzamento della candidatura, da parte di alcuni esponenti del centrodestra, a senatrice della Repubblica di Oriana Fallaci, dopo la morte di Luzi. Lui tacciato più volte di faziosità proprio da quella parte politica, lei invece....
Il tentativo di equiparare partigiani a repubblichini, come se l’essere caduti in guerra potesse cancellare, come particolare secondario, la parte nella quale si militava.

   
   

L’invito ad una manifestazione organizzata da Scelli, commissario della CRI italiana e promotore di un movimento giovanile vicino a Forza Italia, del Presidente Berlusconi insieme a Mambro e Fioravanti, condannati per la strage alla stazione di Bologna. Inviti per i due ritirati all’ultimo momento, perchè solo all’ultimo momento se ne è valutata l’inopportunità.
E via così. Chissà quante altre “perle” seguiranno questo scritto.

   
   

Questi fatti che assurgono agli onori della cronaca (di parte, direbbe qualcuno) prepotentemente, per giorni titolano le pagine dei giornali (alcuni) poi sembrano scomparire, inghiottiti e sovrastati da altri fatti ancora. Di loro pare non resti traccia nella memoria. Ho la sensazione che sia in corso un sommovimento, lento ma inarrestabile, a causa del quale tutto viene assorbito in un magma indistinto, si può dire e promettere di tutto e il giorno dopo l’esatto contrario, senza che questo susciti il benché minimo sussulto. Soltanto la morte del Pontefice è riuscita ad interrompere questo teatrino a tratti patetico.

Ma, tornando al punto, siamo sempre in grado di interpretare i fatti secondo l’importanza che hanno,
di ancorarli alla storia anche recente, di valutarne la sostanza e le conseguenze, anche quando queste non sono immediate? Non so.
C’è di che avere paura? Forse.

L'immagine "Vagon lit", è di Simona Conca, 2004 per RCS

   
   

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