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Ascoltando
distrattamente la TV, qualche tempo fa, ho sentito un servizio su una convention, come usa
dire ora, tenutasi di recente.
Più che per l’argomento, la mia attenzione è stata catturata dal titolo del
convegno: disponendomi a guardare lo schermo, ho visualizzato il grosso
cartello su cui campeggiava a caratteri cubitali:
Bipolari protagonisti, davanti al
quale stavano seduti esponenti di un partito politico della coalizione
attualmente al governo.
Ho ipotizzato che quella insegna si riferisse al bipolarismo, anche
perché il termine “bipolare” mi tornava familiare ma non adeguato a quel
consesso.
Dopo aver domandato agli amici e una breve ricerca in Internet, ho scoperto pagine su pagine, ed anche
interi siti, dedicati all’argomento.
Ho appreso che il termine “bipolare” è utilizzato per indicare un disturbo,
chiamato per l’appunto Disturbo Bipolare o Psicosi Maniaco-Depressiva.
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“Come dice la
parola stessa, il disturbo bipolare consiste nell'oscillazione fra due
polarità. In questo caso ad oscillare è il tono dell'umore, che passa da una
polarità depressiva ad una euforica, con una certa ciclicità.
Da qui anche l'altro termine, ciclotimia, che però si riferisce ad un
disturbo meno grave, in quanto si tratta più che altro di un tratto di
personalità, di un temperamento.
Questi cicli di depressione ed euforia si alternano a periodi di completa 'normalità',
in cui il soggetto riesce a trovare un equilibrio.
I sintomi della depressione sono quelli consueti: demotivazione, pessimismo,
sensi di colpa, sensi di inadeguatezza, scarsa autostima, tendenza a
piangere ed a commuoversi, idee di morte e di suicidio, ecc.
Meno conosciuti, anche perché più facilmente scambiati come un tratto di
personalità, sono i sintomi relativi alla fase euforica, o maniacale: grande
stima di sé, ottimismo eccessivo, espansività, sensazione di avere forte
energia, estrema irritabilità, a volte deliri, allucinazioni, impulsività,
eccitamento intellettuale, fuga delle idee.
La persona in fase maniacale può spendere molti soldi, fare acquisti folli,
essere particolarmente volubile e capace di cambiare opinione in un breve
lasso di tempo; è inoltre estremamente distraibile ed ha poco bisogno di
dormire.
Fonte di disaccordo con gli altri sono inoltre l'iperattività confusa, i
capricci, le iniziative azzardate, per cui può compromettere la sua
situazione economica e familiare.
Quando parla è logorroica, esaltata da quello che dice, ha un pensiero
veloce, che le fa sembrare tutto semplice e facilmente comprensibile,
sottovaluta la realtà e si irrita con chi la critica, al punto di rispondere
con espressioni verbali molto perfide, scenate, denunce o cause in
tribunale. Questa sindrome comincia a manifestarsi chiaramente già nel
periodo adolescenziale e può portare anche a seri problemi, come l'abbandono
scolastico, la perdita del lavoro e problemi di relazione; è a forte
componente genetica, tanto è vero che tutte le persone interessate hanno
parenti o affini con sfumature simili di personalità.
Chiaramente oltre alla predisposizione genetica, grande importanza hanno
anche gli eventi della vita, le influenze dell'ambiente. La terapia è
prettamente farmacologica per i casi più gravi, soprattutto durante le fasi
acute di depressione e di euforia; grande efficacia ha il litio, che riesce
efficacemente a modulare il tono dell'umore.
Naturalmente anche la psicoterapia è di grande aiuto, soprattutto per il
sostegno e l'ascolto dato al paziente nelle sue due fasi, anche se, nella
fase euforica, è ben difficile convincere il paziente che ha bisogno di
cure. Grande influenza su questa ciclicità del tono dell'umore lo hanno
l'alternarsi delle stagioni, per cui in inverno, primavera ed autunno si
tende più facilmente verso la depressione e durante l'estate verso l'euforia
(o la mania)”.
( da www.psicolinea.it).
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L’immaginazione, già
sollecitata dal titolo del convegno, ha preso a correre dopo la lettura: ho
visto quel partito stesso all’esordio (termine usato per
indicare l’inizio di un fenomeno patologico), poi nella sua fase maniacale
all’epoca del ventennio, poi ancora la lunga fase depressiva post-bellica,
fino ad essere “sdoganato” ed a tornare a pieno titolo nella vita del nostro
paese. Ora, sembra in atto una nuova fase maniacale all’interno del governo
di centro-destra, alle cui gesta le parole sopra riportate sembrano attagliarsi alla
perfezione:
grande stima di sé, ottimismo eccessivo, espansività,
sensazione di avere forte energia, estrema irritabilità, lo spendere molti
soldi, fare acquisti folli, essere particolarmente volubile e capace di
cambiare opinione in un breve lasso di tempo, iperattività confusa, capricci, le iniziative azzardate per cui
può compromettere la sua situazione economica e familiare.
Quando parla è logorroica, esaltata da quello che dice, ha un pensiero
veloce, che le fa sembrare tutto semplice e facilmente comprensibile,
sottovaluta la realtà e si irrita con chi la critica, al punto di rispondere
con espressioni verbali molto perfide, scenate, denunce o cause in tribunale.
C’è da attendersi un prossimo periodo depressivo?
Ma poi, il mio è un caso di pseudo deformazione professionale? Oppure sono rimasta
vittima degli effetti di una parola usata scorrettamente? Ma quel
partito, così facendo, non corre davvero il
rischio di finire per acquisire le caratteristiche che un termine,
impropriamente adoperato, porta comunque con sé? Non sarebbe meglio evitare
di mutuare termini usati in altri ambiti, così specifici poi? E non è
ingiusto nei confronti di chi quel disturbo lo ha, proprio malgrado? Specie
quel "per sempre"?
Non so.
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